
Tagli di luce nel controsoffitto: come usarli senza esagerare
Una linea sola, continua, che gira l'angolo e scende lungo la parete. Il taglio di luce è il dettaglio che negli ultimi anni ha sostituito faretti e lampadari in molte case contemporanee. Funziona solo se è disegnato insieme all'architettura.



Che cos'è
Un profilo in alluminio incassato nel cartongesso, a filo del soffitto, con una striscia LED dietro un diffusore opalino. Da spento è una fessura di un centimetro; da acceso diventa una lama di luce omogenea, senza punti caldi.
Dove metterlo
Lungo il percorso: nel corridoio, sopra il letto, a segnare il passaggio tra zona giorno e cucina. Una regola semplice: una linea per ambiente. Due linee parallele vanno bene in cucina o in bagno, dove serve più luce; in camera una basta.
La temperatura di colore
Per le zone di relax 2700 K, una luce calda vicina a quella delle lampade a incandescenza. In cucina e bagno 3000 K. Mai oltre: a 4000 K la casa sembra un ufficio. Un dimmer è quasi obbligatorio.
Gli errori più comuni
Fare la linea troppo vicina alla parete, dove crea un'ombra dura; usare LED economici con punti visibili; dimenticare che il profilo va previsto prima della posa del cartongesso, non dopo.
Nella villa il taglio di luce corre lungo il corridoio del primo piano, piega sulla parete della camera e scende fino a terra. È stato tracciato sul progetto 3D e verificato in cantiere con la posa dei profili prima della rasatura.









